Perché la salute mentale è oggi una priorità strategica per i responsabili HR
La salute mentale sul luogo di lavoro è passata, in modo decisivo, dai margini al cuore della strategia organizzativa. In tutta Europa e oltre, ai responsabili delle Risorse Umane è sempre più richiesto non solo di garantire conformità ed efficienza, ma anche di plasmare attivamente ambienti di lavoro che tutelino il benessere psicologico, promuovano l’inclusione e consentano prestazioni sostenibili nel tempo.
Questo cambiamento è fortemente sostenuto da quadri politici internazionali. Nel 2022, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) hanno pubblicato linee guida fondamentali sulla salute mentale sul lavoro, invitando le organizzazioni ad andare oltre gli interventi focalizzati sul singolo individuo e ad adottare approcci strutturali, preventivi e basati sui diritti.
Questo articolo presenta il quadro strategico a tre pilastri OMS/OIL per la salute mentale sul lavoro e spiega la sua rilevanza per i responsabili HR oggi. Illustra anche il fondamento concettuale che sostiene il progetto MH4HRM, il cui obiettivo è rafforzare la capacità dei professionisti HR e dei manager di tradurre queste linee guida nella pratica organizzativa quotidiana.
La strategia OMS/OIL a 3 pilastri per le Risorse Umane
1. Il pilastro della prevenzione: gestione dei rischi
Questo rappresenta il livello di intervento più incisivo. Invece di fare affidamento esclusivamente su workshop individuali di gestione dello stress, le Risorse Umane devono affrontare le cause profonde dello stress attraverso interventi organizzativi.
L’obiettivo:
Mitigare i rischi psicosociali quali carichi di lavoro eccessivi, bassa autonomia, ruoli poco chiari e comportamenti tossici (inclusi bullismo e molestie).
Azione HR:
Ripensare i ruoli lavorativi per offrire maggiore flessibilità e autonomia e applicare rigorosamente le politiche anti-molestie.
2. Il pilastro della promozione: alfabetizzazione manageriale
I manager rappresentano l’anello di congiunzione fondamentale tra le politiche di alto livello e l’esperienza quotidiana dei lavoratori. Le Risorse Umane devono investire nella formazione dei manager non solo in “primo soccorso”, ma anche nella capacità di promuovere una cultura di supporto e di sicurezza psicologica.
L’obiettivo:
Creare un sistema di supporto diffuso che riduca lo stigma e normalizzi le conversazioni sulla salute mentale.
Azione HR:
Formare i manager a riconoscere i segnali di disagio, ascoltare senza giudizio, dare l’esempio con comportamenti sani e indirizzare i dipendenti verso servizi di supporto professionale (ad es. Employee Assistance Programmes – EAPs).
3. Il pilastro del supporto: partecipazione e inclusione
Questo pilastro garantisce che i lavoratori che vivono condizioni di salute mentale possano continuare a partecipare pienamente alla vita lavorativa.
L’obiettivo:
Tutela del diritto al lavoro attraverso sistemi organizzativi inclusivi e adattabili.
Azione HR:
Implementare accomodamenti ragionevoli (come orari, responsabilità o stili di comunicazione adattati) e programmi strutturati di rientro al lavoro, che combinino una reintegrazione graduale con il supporto clinico, ove appropriato.
Dalle linee guida alla pratica
Per i responsabili HR, adottare l’approccio OMS/OIL alla salute mentale sul lavoro è molto più di un esercizio di conformità: è un segnale di leadership strategica. Affrontando i rischi psicosociali alla loro origine, dotando i manager delle competenze necessarie per promuovere culture di supporto e garantendo sistemi inclusivi per i dipendenti che affrontano difficoltà di salute mentale, le organizzazioni pongono le basi sia per il benessere individuale sia per la sostenibilità a lungo termine.
Il progetto MH4HRM si basa su questo quadro, sostenendo i professionisti HR e i manager nel trasformare le linee guida internazionali in pratiche concrete e attuabili all’interno delle loro organizzazioni. Attraverso formazione, azioni pilota e apprendimento condiviso, il progetto contribuisce a colmare il divario tra politiche e pratica, aiutando i luoghi di lavoro a diventare non solo più produttivi, ma anche più sicuri, più sani e più orientati alla persona.
Bibliografia
World Health Organization (WHO).
WHO. (2022). Guidelines on mental health at work. World Health Organization.
World Health Organization (WHO) & International Labour Organization (ILO).
WHO & ILO. (2022). Mental health at work: Policy brief. World Health Organization & International Labour Organization.
